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Si terrà mercoledì 30 novembre 2016 alle ore 17, presso la "Sala dei Cento Giorni" del Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria, 1 - Roma), il convegno promosso dall’Arcisodalizio della Curia Romana sul tema "Assenza di fede e invalidità del consenso". Anticiperà il dibattio la relazione tenuta da Mons. Jair Ferreira Pena, prelato uditore della Rota Romana.

Per ogni ulteriore informazione è possibile consultare il sito www.arcisodalizio.it

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Da iuscanonicum.it

Nel pomeriggio del 18 novembre scorso Papa Francesco si è recato presso il Tribunale apostolico della Rota romana, dove ha incontrato i partecipanti al corso di formazione per i Vescovi sul nuovo processo matrimoniale, come delineato dopo l’entrata in vigore del Motu proprio ‘Mitis iudex’. Nell’occasione il Pontefice ha svolto un intervento in cui ha ribadito in particolare due degli aspetti centrali delle nuove norme: il munusepiscopale, che comporta anche la competenza diretta del Vescovo nel giudicare le cause giudiziali, e la semplificazione delle procedure del processo matrimoniale, per venire meglio incontro alle esigenze di verità dei fedeli che si rivolgono ai Tribunali della Chiesa. Il processo matrimoniale canonico infatti, come ricordato dal Papa, è uno strumento idoneo “a rispondere, con disponibilità e umiltà, al grido di aiuto di tanti nostri fratelli e sorelle che hanno bisogno di fare verità sul loro matrimonio e sul cammino della loro vita”.

Centrale è dunque sempre e comunque l’accertamento della verità da parte dei giudici: nello stesso Motu proprio ‘Mitis iudex’ si legge espressamente che esso è teso a dare “disposizioni con le quali si favorisca non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi”.

processo canonico papa Francesco

Il procedimento per la declaratoria di nullità matrimoniale ha numerose peculiarità rispetto a cause analoghe trattate innanzi ad altri Tribunali.

La principale è quella per cui non è possibile dare inizio ad un processo di nullità matrimoniale se non si riscontra la possibilità concreta che, quanto asserito da chi chiede di accertare la validità del proprio matrimonio (definita parte attrice), abbia un fondamento giuridico (c.d. fumus boni iuris – parvenza di buon diritto). La presenza del fumus è una condizione indispensabile, senza la quale non è possibile dare inizio ad un procedimento di nullità matrimoniale.

L’esistenza del fumus viene verificata per ben due volte all’inizio della pratica, al momento del primo incontro con un avvocato (definito consulenza) e in occasione dell’ammissione del ricorso introduttivo della causa (definito libello) da parte del Preside del Collegio giudicante.