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I costi di un processo di nullità matriomoniale si compongono sostanzialmente di due voci: il contributo alle spese processuali (si tratta di un contributo minimo rispetto ai veri costi del processo, che vengono sostenuti dalla Conferenza Episcopale Italiana, affinché i fedeli non siano impediti per motivi economici di ricorrere a questo strumento per fare verità sulla propria situazione) e l’eventuale onorario dell'avvocato di fiducia. Costo, quest'ultimo, stabilito dal Tribunale Ecclesiastico Regionale secondo i parametri fissati dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Le tasse giudiziarie
La parte attrice, al momento della presentazione del libello, è tenuta a versare un contributo per concorrere ai costi della causa, fissato in 525 euro.
La parte convenuta non ha alcun esborso economico, a meno che non decida di agire in giudizio con un proprio avvocato; in tal caso, al momento della presentazione del mandato procuratorio, è tenuta a versare la somma di 265,50 euro.

Null'altro le parti sono tenute a versare al Tribunale Ecclesiastico Regionale. Altre eventali spese comprendono l'onorario dell'avvocato, qualora le parti decidono di farsi assistere in giudizio da un proprio legale di fiducia.

Le spese per l’avvocato
L’onere economico comprende due voci: l’onorario e le spese vive.

a) L’onorario copre l’attività di consulenza preliminare, l’assistenza durante l’istruttoria e la redazione di memorie difensive. Poiché ogni causa è diversa da un’altra e richiede maggiore o minore attività legale, l’onorario può variare da 1.575 euro fino a un massimo di 2.992, così come fissato dalla Conferenza Episcopale Italiana.
b) Per spese vive si intendono: IVA, cassa avvocati, consulti con altri esperti, trasferte, produzione di materiale probatorio. Per pretendere dal cliente il rimborso di tali spese, l’avvocato deve presentare idonea documentazione.

Ogni Tribunale Ecclesiastico Regionale ha disposto norme particolari per regolare tale materia. In tal senso si veda il modulo predisposto dal nostro Foro che stabilisce il contributo per le spese processuali dovute al Tribunale stesso l’onorario e le spese vive dell’avvocato (Modulo d'impegno economico).

Le condizioni di indigenza
In caso in cui la parte (o entrambe le parti) vive in condizioni di indigenza o difficoltà economica, può chiedere al Tribunale la riduzione o l’esenzione dal versamento della tassa giudiziaria, oltre che l’assegnazione di un avvocato d’ufficio. Sarà il Vicario Giudiziale, dopo aver acquisito gli elementi necessari per la valutazione del caso, a decidere in merito.